Sbiancamento professionale o fai da te?

Un sorriso brillante è il migliore dei biglietti da visita, sinonimo di pulizia, simpatia e cura di sé. Avere dei denti sani giova all’aspetto oltre che alla salute ma, delle volte, una dentatura può essere perfetta senza essere caratterizzata da un bianco brillante. Ogni soggetto ha una propria specifica tonalità dello smalto dentale e, secondo recenti studi, la maggior parte delle persone ritiene che i propri denti non siano abbastanza candidi. Non c’è niente da fare: nella società dell’apparire ormai anche una dentatura sana, curata e ordinata può non essere all’altezza delle aspettative. Sarà colpa delle modelle sulle riviste patinate o degli attori di Hollywood dai sorrisi sfolgoranti, fatto sta che, in questi ultimi anni, vi è stato un vero e proprio boom per quanto riguarda lo sbiancamento dentale.

Se si dovesse chiedere ad un soggetto qualunque quali sono le caratteristiche ideali di un prodotto sbiancante costui probabilmente risponderebbe nell’ordine:

  • assenza di effetti collaterali,
  • azione rapida ed efficace,
  • impegno minimo richiesto,
  • metodologia di applicazione elementare,
  • risultati sicuri e duraturi,
  • costi contenuti.
Ovviamente nessun metodo sbiancante è in grado di rispondere al 100% a queste richieste e quindi bisogna cercare un compromesso, prima di tutto, tra i soldi che si è disposti a spendere ed il livello di sbiancamento che si ritiene accettabile.

Prima di parlare dei metodi di sbiancamento veri e propri è il caso di accennare ad altre alternative a bassissimo costo disponibili:
  • le gomme da masticare sbiancanti. La loro efficacia sbiancante è irrisoria ma il loro utilizzo può aiutare a prevenire la carie. Non contengono infatti gli zuccheri “cariogeni”, come il saccarosio. E la loro masticazione, oltre a stimolare le ghiandole salivari e a ridurre l’acidità, provoca dei movimenti di sfregamento contro le corone dei denti, favorendo così la rimozione meccanica dei residui di cibo.
  • I dentifrici sbiancanti, alcuni contengono sostanze abrasive e altri sbiancanti. I primi possono asportare tutto ciò che è legato alla superficie dello smalto, riportando il colore dei denti al bianco originale. I secondi agiscono chimicamente grazie al tripolifosfato o al monofluorofosfato di sodio. Entrambe le tipologie di dentifrici danno risultati discreti, ma neanche lontanamente paragonabili allo sbiancamento vero e proprio.
  • Metodi naturali in grado di schiarire leggermente lo smalto, come il bicarbonato mischiato al sale da tavola, le foglie di salvia, o il succo di limone.
Ma nel caso si desiderino dei risultati decisamente migliori, bisogna accettare una spesa leggermente maggiore. In questo caso bisogna scegliere tra il fai da te ed il metodo professionale vero e proprio. Qualunque sia la metodologia scelta il principio attivo è sempre lo stesso: il perossido di idrogeno (H2O2). Questo libera molecole di ossigeno reattivo e quindi altamente instabili. Le molecole penetrano attraverso lo smalto dentale e reagiscono con le sostanze cromogene che, con i loro doppi legami, assorbono la luce e fanno apparire i denti più gialli e più scuri. L'ossigeno scinde i doppi legami, trasformandoli in legami semplici, e scomponendo così le molecole di pigmento che diventano incolori. Più la concentrazione di perossido di idrogeno è elevata e più questo è reattivo. Più è reattivo più è rapido ed efficace.

Metodi fai da te = prodotti da banco. Nelle farmacie e nelle parafarmacie sono disponibili, a prezzi molto contenuti, dei metodi di sbiancamento dentale che si possono praticare da soli a casa. Ve ne sono di vari tipi, tutti sotto forma di gel ma con applicatori diversi, dalle strisce, agli stick, passando per le spugnette. Ovviamente, se si utilizzano questi metodi, si affronta sì una spesa decisamente ridotta ma si ottiene un risultato che dura solo dai 6 ai 12 mesi, ed una garanzia di sbiancamento mai superiore alle cinque tonalità.

Se, invece si desiderano denti ancora più bianchi e più a lungo è consigliabile optare per i Metodi Professionali. Tra questi si distinguono due categorie principali:
  • i metodi applicabili al proprio domicilio, detti At-home bleaching
  • e quelli da realizzare presso lo studio dentistico, detti In-Office bleaching.
Entrambe le categorie necessitano della supervisione del medico dentista, sono in grado di far raggiungere uno sbiancamento fino a 15 tonalità, danno risultati resistenti dai 2 ai 5 anni, ma hanno anche costi molto più elevati rispetto ai prodotti da banco.

Tra le tecniche At-home bleaching la più praticata è la Nightguard bleaching . Il paziente subisce una seduta di igiene orale professionale per la rimozione di placca e tartaro. Poi gli vengono prese le impronte delle due arcate dentarie, e con queste si procede alla realizzazione delle mascherine individualizzate. Nel giro di una settimana al soggetto vengono consegnate mascherine e prodotto sbiancante in siringhe. E questi può cominciare il trattamento a casa propria per dieci giorni. Ogni sera, prima di andare a dormire, deve lavarsi i denti, mettere il gel nell'apposito serbatoio delle mascherine e indossarle per tutta la notte.

Per quanto riguarda gli In-Office bleaching, si distinguono:
  • quello alla poltrona senza attivazione luminosa, detto dentist-administered bleaching,
  • e quello con attivazione luminosa, detto power bleaching.
In entrambi i casi è il dentista a posizionare il gel sui denti del paziente. Ma, con la prima metodica, lo lascia agire da solo per circa 45 minuti. Mentre con la seconda si espone lo smalto ad una sorgente luminosa (lampada alogena, al plasma o laser) in grado di accelerare la reazione.


STUDI DENTISTICI PER TRATTAMENTI DI SBIANCAMENTO DENTALE PROFESSIONALE

Macerata: visita il sito www.dentistacivitanovamarche.it
Firenze: visita il sito dentistaodontoiatrafirenze.it
Lucca: visita il sito www.dentista-lucca.it
Como: visita il sito dentistacomo.it